| Le arenarie
della Lunigiana sono rocce sedimentarie di colore
grigio acciaio in cui spiccano lamelle argentee
di muscovite e abbondanti piccoli frustoli neri
di carbone possono evidenziare anche tonalità
giallo-rossastre. Sono caratterizzate da una granulometria
variabile, da grossa a media a fine. Si presentano
talvolta in banchi potenti idonei per l'estrazione
di blocchi anche di notevoli dimensioni ed altre
volte in strati di spessore ridotto, facIlmente
sfaldabili In lastre.
Dai primi affioramenti si è estratto e
si estrae materiale da costruzione o per la realizzazione
di elementi architettonici quali portali, incorniciature
di finestre oppure oggetti d'uso. Dalle cave invece
che sono caratterizzate da una successione di
strati sottili, poco potenti si ricavano lastre
impiegate prevalentemente per la copertura dei
tetti.
Nel corso dei secoli passati la pietra arenaria
è stata largamente impiegata nei borghi
lunigianesi nei quali l'approvvigionamento del
materiale per uso edilizio ed ornamentale avveniva
generalmente in prossimità degli abitati,
in modo da ridurne il non facile trasporto. Tuttavia,
quando non era facilmente reperibile, per la realizzazione
di elementi architettonici quali portali e cornici
di finestre, l'arenaria veniva impiegata anche
in località distanti dagli affioramenti,
essendo noto, a seguito di un sapere tramandato,
come questo risultasse il materiale più
idoneo per l’esecuzione di tali opere.
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L'uso delle piagne
o piastre, termini con cui nelle varie parti della
Lunigiana viene indicato il materiale destinato
alla copertura dei tetti, risulta alquanto antico.
Nel corso dell'alto medioevo, in Lunigiana come
in altre aree, le abitazioni erano coperte prevalentemente
in paglia o in scandole di legno e ciò
rendeva gli edifici facilmente soggetti ad incendi.
Si cercò perciò di ovviare a questo
temibile e ricorrente pericolo con l'impiego nelle
coperture delle lastre di pietra, un uso agevolato
dalle Comunità, con la consapevolezza che
da ciò sarebbe conseguito un beneficio
per tutti.
A questo proposito le testimonianze più
antiche in ambito lunigianese risalgono al XIII
secolo e ci vengono dalle disposizioni degli Statuti
di Ponzanello, castello del vescovo di Luni ora
posto nel Comune di Fosdinovo. Qui alla metà
del Duecento si stabilì che chiunque possedesse
un asino fosse obbligato a portare gratis tre
some di lastre a ogni abitante della comunità
per la sua casa. Le piastre erano reperibili in
alcune località lontane varie miglia dall'abitato
di Ponzanello. Nei secoli successivi analoghe
disposizioni risultano impartite in altri borghi
del territorio lunigianese. |