La diffusa presenza di affioramenti di arenaria
in Lunigiana ha fatto sì che dell'impiego
di questa pietra nel corso dei secoli si trovino
molteplici attestazioni, sia nell'edilizia che
in manufatti.
Le fonti documentarie relative alla realizzazione
di alcuni monumenti storici, i capitolati d'appalto
delle opere pubbliche otto-novecentesche e soprattutto
la memoria orale consentono oggi di individuare
le cave o le tracce dei luoghi di approvvigionamento
da cui i Lunigianesi hanno ricavato per secoli
l'arenaria. La forte emigrazione e le trasformazioni
economiche del Novecento, con il conseguente abbandono
dell'attività agricola, hanno infatti profondamente
modificato il paesaggio nel quale la vegetazione
spontanea ha invaso ogni ambito, cancellando i
segni della presenza dell '
uomo e tra gli altri anche quelli dell' estrazione
della pietra.
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Spacco
di un "trovante" con tecnica
tradizionale secondo il "verso"
della pietra |
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Una ricognizione
effettuata sul territorio ha permesso di riscoprire
oltre ottanta cave, in alcune delle quali ancora
oggi si intravedono i segni dell' antica coltivazione,
e di individuare in Fivizzano e Pontremoli le
principali aree estrattive dove l'attività
è ancora attestata nel corso del XX secolo.
L'indagine svolta ha evidenziato come l'approvvigionamento
del materiale da costruzione avvenisse generalmente
in prossimità dei centri abitati, in modo
da ridurne il non facile trasporto. Quando possibile
le pietre venivano trasportate con slitte trainate
da uomini o da più coppie di buoi o portate
a dorso di mulo. In questo caso si potevano trasportare
solo pezzi di arenaria di dimensioni ridotte.
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Blocco
di arenaria della cava di Turlago |
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La vicinanza dei
luoghi di approvvigionamento diminuiva perciò
i costi ed i tempi della costruzione; per questo
nel fondovalle si faceva ricorso sia alla lavorazione
di blocchi di macigno trasportati dai torrenti
che all'impiego di ciottoli di fiume facilmente
reperibili e impiegabili, direttamente o con una
lavorazione limitata, nelle murature.
Ovunque perciò il materiale utilizzato
negli edifici storici è preferibilmente
quello più prossimo all'abitato, per cui
nel territorio lunigianese si osservano frequentemente
anche murature realizzate con tipi litologici
differenti dall'arenaria, dove questa non era
disponibile.
Nei borghi
distanti dagli affioramenti, l'arenaria tuttavia
veniva ugualmente impiegata nella realizzazione
di elementi architettonici quali portali e incorniciature
di finestre. L'impiego di pietre diverse dall'arenaria
risulta infatti molto limitato forse perché,
a causa di un sapere tramandato, era nota la loro
non idoneità ad un utilizzo come pietre
ornamentali. Un' indagine svolta ha messo in evidenza
come siano state numerose in tutto il territorio
della Lunigiana le zone di estrazione della pietra
arenaria anche in relazione al suo diffuso affioramento
nel comprensorio.
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