sei quiterritorioambiente fisico: cenni pedologici

AMBIeNTE FISICO
 


Cenni pedologici

Generalmente il suolo viene inteso come sistema che fa parte di un altro sistema complesso: l'ambiente.
Il suolo è infatti attraversato da flussi di energia e materia che provengono dall'ambiente esterno.
Di conseguenza, il suolo, come sistema aperto è sede di un certo numero di reazioni che possono provocare trasformazioni permanenti.
Queste trasformazioni determinano cambiamenti di proprietà del suolo, in sostanza il suolo si trasforma.

Gli agenti della trasformazione sono comunemente detti fattori di pedogenesi e la loro finalità è di trasformare le rocce in suoli, cioè, trasformare i minerali primari delle rocce che affiorano in superficie in minerali secondari propri dei suoli.
Tali fattori sono comunemente noti come: clima, roccia, morfologia, biota, uomo, tempo ed altri elementi non definiti.
Per quanto attiene agli aspetti pedologici del territorio lunigianese, nella carenza di informazioni e studi specifici, ci si può basare sulle caratteristiche delle principali formazioni geologiche presenti, accettando alcune generalizzazioni e deduzioni frutto dei processi pedogenetici sopra accennati.
Distinguiamo pertanto alcuni tipi di terreni più significativi:
Terreni derivanti dalla disgregazione delle arenarie, tipici dell'area appenninica: si presentano come terreni scioltii, permeabili con reazione subacida di mediocre o scarsa fertilità, sui quali la destinazione produttiva più indicata risulta il bosco di castagno ed a più elevate altezze quello di faggio;
Terreni su argille e calcari, tipici suoli provenienti dall'alterazione della formazione di Canetolo: hanno in genere reazione subacida, mediamente poco permeabili trattandosi di suoli siliceo-argillosi, adatti alle tipiche colture collinari, vite, olivo etc.;
Terreni derivanti da calcari marnosi tipici del domino del flysch: si presentano con una buona concentrazione di calcio, hanno consistenza maggiore di quelli precedentemente descritti, la reazione chimica e neutra, denotano una discreta profondità e buone doti di fertilità;
A questi tipi di terreno fanno sempre seguito, nel fondovalle su entrambi i lati del fiume Magra, terreni composti da scisti arigillo marnosi frammisti a calcari ed arenarie di origine fluvio-lacustre: questi suoli sono generalmente profondi, sciolti, molto fertili e permeabili, muniti di buono scheletro di struttura che li rende malleabili e adatti a colture intensive.
I terreni derivanti dalle rocce apuane sono formati in gran parte da terre rosse poco profonde formatesi da processi di decalcificazione e poggianti su rocce calcaree dalle quali derivano.
Tali suoli costituiscono buoni terreni agrari collinari a reazione subacida, che opportunamente concimati, consentono risultati produttivi soddisfacenti.
In definitiva il suolo siliceo-argilloso, tendenzialmente sciolto, con scarso contenuto in calce a reazione generalmente dubacida, è quello più diffuso in Lunigiana.
Dal punto di vista agricolo tale terreno risulta sufficientemente dotato di elementi nutritivi con buone riserve di fertilità.
Nei terreni a colture agrarie l'azione antropica ha profondamente modificato, nel corso dei secoli, i profili dei suoli, la composizione e la evoluzione pedogenetica, cercando di sfruttare le proprietà naturali.
La bonifica delle aree, il disboscamento, le sistemazioni agrarie, le fertilizzazioni, sono tutti esempi che possono influenzare in maniera profonda le caratteristiche e le proprietà del suolo.
Risulta pertanto molto importante, se il suolo viene inteso come risorsa, conoscere le proprietà naturali ed i rischi di degradazione.
L'avvento delle macchine, mentre da una parte ha aiutato l'uomo affrancandolo dai lavori pesanti, dall'altra ha consentito all'uomo stesso di introdurre nel sistema produttivo una energia meccanica in grado di alterare il sistema in maniera drastica ed irreversibile.
Eventi catastrofici sono infatti comuni e ricorrenti quando l'uomo usa il territorio senza tener conto delle condizioni naturali nelle quali opera.