Cenni sul clima
Come si può dedurre dalle
considerazioni precedenti, le condizioni climatiche
risultano nettamente legate alla complessità
geomorfologica dei rilievi, alla vicinanza al
mare e alla folta copertura vegetale.
Le condizioni climatiche esistenti in Lunigiana
possono comunque essere definite di transizione
tra il clima mediterraneo e quello di montagna
delle zone temperate (clima umido e periumido
con una rilevante serie di climi intermedi ).
Bisogna infatti considerare che in rapporto all'altezza
s.l.m., alla esposizione, alla posizione geografica,
si rileva una notevole quantità di microclimi.

La Lunigiana, come già accennato, risulta
essere una delle zone a più alta piovosità,
il rilievo appenninico e quello apuano grazie
alla loro altezza e alla loro grande continuità
laterale, costituiscono una valida barriera sia
contro i venti secchi e freddi che spirano da
nord, sia contro quelli più caldi e carichi
di umidità provenienti dal mar Tirreno.
Le precipitazioni prendono infatti origine da
depressioni sotto vento che si formano nell'inverno
e durante la primavera nel mar Ligure e muovono
poi verso est e sud-est e da depressioni medioterranee
autunnali che, nel loro cammino verso est, incontrando
l'Appennino vi scaricano la loro umidità attraverso
abbondanti precipitazioni.
Dalla carta delle precipitazioni medie annue
relative al periodo 1921-1950 si rilevano massimi
intorno ai 3.000 mm.
La configurazione orografica contribuisce comunque
a dare alla Lunigiana condizioni climatiche privilegiate
perchè i rilievi, non solo costituiscono
una valido schermo efficace contro le fredde
correnti settentrionali, ma provocano anche un
loro intiepidimento per il riscaldamento dinamico
durante la loro discesa verso il mare.
Unendo inoltre a tali fenomeni le caratteristiche
di insolazione e l'azione mitigatrice del mare,
ne deriva un clima temperato, con estati relativamente
fresche e inverni abbastanza miti .
In Lunigiana ed in particolare lungo la media
valle del Magra, in brevi periodi dell'anno,
si rileva la presenza di masse nebbiose.
Il fenomeno si verifica con buona frequenza durante
la stagione autunnale ed è provocato dall'inversione
termica al suolo a causa della elevata umidità ristagnante
per assenza di venti ed in condizioni di alta
pressione atmosferica.
Le precipitazioni a carattere nevoso oltre i
500 m.s.l.m. si presentano con frequenze modeste
da dicembre a febbraio, anche la permanenza al
suolo è in genere limitata, mentre al
di sotto dei 500 m. si riducono notevolmente
a medie di 2-4 giorni l'anno , prevalentemente
nel mese di gennaio.
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