La
prima edizione del Concorso Nazionale
Fotografico “Più Vicino”,
Diritti dei disabili, promosso dalla
Comunità Montana della Lunigiana
in collaborazione con la Regione Toscana
e la Provincia di Massa Carrara, ci
ha offerto la straordinaria possibilità di
vedere e selezionare immagini di grande
sensibilità. Ci ha permesso
di percepire il dolore e le difficoltà della
vita con la discrezione che solo la
fotografia, usata con passione e intelligenza,
può avere.
Abbiamo selezionato quattro giovani
autori che per impegno, capacità e
scelta dei soggetti ci hanno saputo trasmettere la variegata complessità che
offre il mondo dei disabili.
Li abbiamo scelti perché il loro approccio è stato, in tutti e
quattro i casi, capace di restituirci al contempo una visione poetica e documentativa.
Il primo premio lo abbiamo assegnato a Fabio Cuttica, giovane fotografo romano,
che ha realizzato il reportage “Super-abili”, dai colori forti e
intensi, sui disabili e lo sport. Con le sue fotografie delicate e curiose ha
raccontato le molte discipline che ormai occupano la galassia sportiva della
disabilità. Attraverso il rapporto diretto con gli atleti, il fotografo
ha realizzato scatti nitidi e intimi in grado di approfondire il tema e farcelo
conoscere. Il premio a queste immagini e al loro autore è quindi un incoraggiamento
ad andare avanti, continuando a raccontare quello che ancora molto si deve dire
su un universo poco esplorato. Le menzioni d’onore le abbiamo assegnate
a tre diversi autori: Alessandra Baldoni, giovanissima fotografa umbra che con
il lavoro in bianco e nero “Ultimi Angeli”, realizzato presso l’Istituto
Serafico di Assisi, ha toccato momenti di vibrante intensità emotiva;
Francesco Cocco, di Modena, ha fotografato in occasione dell’ultima edizione
del Festival Internazionale delle Abilità Differenti. Il lavoro, dal titolo “Babilonia”,
ha saputo esprimere, con l’uso sapiente ed esperto della pellicola in bianco
e nero, un percorso di immagini suggestive e teatrali in cui i disabili sono
attori che mettono in scena se stessi in una cornice onirica tra finzione e realtà;
anche Lucia Mieli ha indagato il territorio della sperimentazione teatrale. Il
suo lavoro “Stravaganza”, realizzato nell’ambito della rappresentazione “Otto
e tre quarti” al Teatro Litta di Milano, è un fresco racconto della
costruzione dello spettacolo: le prove, il dietro le quinte e sulla scena. Giovanissima
fotografa milanese, ha usato il colore con genuinità e entusiasmo, restituendo
a chi guarda la sensazione di un circo in cui, disabili e non, tutti si muovono
con gioia.
La nostra esperienza di giurati è stata estremamente positiva e ricca
di spunti. Siamo stati tutti sorpresi nello scoprire la giovane età di
molti partecipanti, la massiccia presenza femminile, la passione e la qualità delle
opere presentate.
Sempre più spesso, la fotografia trova oggi nuova linfa vitale proprio
nei giovani autori. Ci si appropria di temi inesplorati o poco narrati; ci si
incuriosisce e si indagano territori nuovi, come quello della disabilità,
ricchi di spunti per riflettere. Ancora una volta la fotografia diventa artefice
di riflessioni, portatrice di stimoli, capace di narrare e di sorprendere.
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