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DALLE MONTAGNE DI LUNIGIANA RESISTENZA E LIBERTA'
   
   
Progetto Centro aullese di ricerche e di studi lunigianesi in collaborazione con la Comunità Montana della Lunigiana
   
Coordinatore Giulivo Ricci
   
Anno 1988
   
Pagine 50
   
Note
Le pagine che aprono questo volumetto, relative alla Resistenza in Lunigiana, riproducono il discorso pronunciato da Giulivo Ricci in Pontremoli, nel Teatro della Rosa, la mattina del 2 marzo 1980, al termine di un convegno indetto dal dott. Enrico Ferri, l'allora presidente del Centro Lunigianse di Studi Giuridici.
   
   
Indice
   
Presentazione  
Precisazione  
Dalle Montagne dell aLunigiana: Resistenza e Libertà  
La resistenza nella valle del Taverone  
Il Contributo del Vescovo Sismondo alla resistenza Lunigianese
Presentazione del volume "Apuania Partigiana" di Almo Bertolini
Presentazione del volume "Dai casoni alla Brunella. La Brigata Val di Vara nella Storia della Resistenza"
   
Contenuto  
   
I contributi contenuti nella presente pubblicazione, voluta dalla Giunta della Comunità Montana della Lunigiana, insieme con il Centro Aullese di Ricerche e di Studi Lunigianesi, in questo 400 Anniversario dell'entrata in funzione della Costituzione della Repubblica Italiana, sono tutti «datati», soprattutto il primo, il discorso di Pontremoli del 1980, nel quale gli accenni al terrorismo, negli anni immediatamente precedenti imperversante e nel 1980 non ancora vinto, appaiono più evidenti.
Anche gli altri, però - il discorso di Monti di Licciana Nardi e le presentazioni di tre libri dedicati alla storia della Resistenza in Lunigiana - rivelano, di meno naturalmente gli ultimi due, il «segno dei tempi», risentono delle circostanze del momento, soprattutto, io direi, vanno valutati come interventi fatti davanti ad un largo pubblico entro la cornice di manifestazioni celebrative o rievocative.
Questa «condizione», di per sè, non poteva non comportare la necessità di una connotazione degli interventi, di una «lettura» degli avvenimenti rievocati e celebrati, di riflessioni e di auspici, sempre per il carattere occasionale accennato, espressi in qualche modo in un linguaggio che può dirsi di «orazione civile» non scevra, qualcuno osserverà, di un alone di retorica.
Non nego che quest'asserzione possa avere qualchefondamento: aggiungo, però, che un'esposizione all'aperto o, in ogni modo, davanti ad un largo pubblico di cittadini di ogni ceto, condizione e cultura in una manifestazione «patriottica», non si configura come un lavoro scientifico, ma inevitabilmente deve contenere «ingredienti» tali da riuscire allo scopo prefisso, quello di suscitare nell'ascoltare nobili sentimenti e di convincerlo della necessità di rafforzare la coscienza e la partecipazione democratica, nel ricordo di coloro che sono caduti per la democrazia e la libertà e per l'avvenire migliore degli italiani e, fra di essi, dei lunigianesi.
D'altra parte, mi affretto a sottolineare che, al di là della forma, accettabile o non accettabile, i fatti narrati e i dati esposti negli interventi sono tutti quanti fonda
ti; e termino con il ricordare che le esigenze celebrative non mi hanno distolto come il lettore attento constaterà - dal formulare giudizi, dall'avanzare critiche e
dal porre interrogativi sul passato e sul presente.
Se questa pubblicazione potrà servire anche in misura minima a concorrere, insieme con le altre più idonee iniziative, pubbliche e private, a degnamente ricordare il 40 o Anniversario della Costituzione, mi riterrò ripagato ampiamente dei piccoli sforzi fatti in tutti questi anni per cercare di contribuire all'elevazione morale, civile e culturale di tutta la nostra gente.