I
contributi contenuti nella presente pubblicazione,
voluta dalla Giunta della Comunità Montana
della Lunigiana, insieme con il Centro Aullese
di Ricerche e di Studi Lunigianesi, in questo
400 Anniversario dell'entrata in funzione della
Costituzione della Repubblica Italiana, sono tutti
«datati», soprattutto il primo, il
discorso di Pontremoli del 1980, nel quale gli
accenni al terrorismo, negli anni immediatamente
precedenti imperversante e nel 1980 non ancora
vinto, appaiono più evidenti.
Anche gli altri, però - il discorso di
Monti di Licciana Nardi e le presentazioni di
tre libri dedicati alla storia della Resistenza
in Lunigiana - rivelano, di meno naturalmente
gli ultimi due, il «segno dei tempi»,
risentono delle circostanze del momento, soprattutto,
io direi, vanno valutati come interventi fatti
davanti ad un largo pubblico entro la cornice
di manifestazioni celebrative o rievocative.
Questa «condizione», di per sè,
non poteva non comportare la necessità
di una connotazione degli interventi, di una «lettura»
degli avvenimenti rievocati e celebrati, di riflessioni
e di auspici, sempre per il carattere occasionale
accennato, espressi in qualche modo in un linguaggio
che può dirsi di «orazione civile»
non scevra, qualcuno osserverà, di un alone
di retorica.
Non nego che quest'asserzione possa avere qualchefondamento:
aggiungo, però, che un'esposizione all'aperto
o, in ogni modo, davanti ad un largo pubblico
di cittadini di ogni ceto, condizione e cultura
in una manifestazione «patriottica»,
non si configura come un lavoro scientifico, ma
inevitabilmente deve contenere «ingredienti»
tali da riuscire allo scopo prefisso, quello di
suscitare nell'ascoltare nobili sentimenti e di
convincerlo della necessità di rafforzare
la coscienza e la partecipazione democratica,
nel ricordo di coloro che sono caduti per la democrazia
e la libertà e per l'avvenire migliore
degli italiani e, fra di essi, dei lunigianesi.
D'altra parte, mi affretto a sottolineare che,
al di là della forma, accettabile o non
accettabile, i fatti narrati e i dati esposti
negli interventi sono tutti quanti fonda
ti; e termino con il ricordare che le esigenze
celebrative non mi hanno distolto come il lettore
attento constaterà - dal formulare giudizi,
dall'avanzare critiche e
dal porre interrogativi sul passato e sul presente.
Se questa pubblicazione potrà servire anche
in misura minima a concorrere, insieme con le
altre più idonee iniziative, pubbliche
e private, a degnamente ricordare il 40 o Anniversario
della Costituzione, mi riterrò ripagato
ampiamente dei piccoli sforzi fatti in tutti questi
anni per cercare di contribuire all'elevazione
morale, civile e culturale di tutta la nostra
gente.
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