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PREGHIERE DI PIETRA
Le maestà della Lunigiana tra il XV e il XIX secolo
   
   
Autore Caterina rapetti
   
Editore Ponte alle Grazie
   
Anno 1992
   
Pagine 285
   
ISBN 88-7928-072-4
   
Note
Questo volume è stato realizzato con il patrocinio della Camera di Commercio di Massa Carrara e del Lions Club Pontremoli
   
   
Indice
   
Quattro secoli di immagini marmoree lunigianesi  
Da Pontremoli ai valici appenninici  
Le valli di Zeri  
Filattiera e la valle del Caprio  
La valle del Bagnone  
La valle del Taverone  
Mulazzo: verso il Santuario  
Tresana e Podenzana: dalla Lunigiana all'area ligure  
Fivizzano: tra Appennino e area dei marmi  
L'alta valle Aulella  
   
Contenuto  
   
AVede la luce, dopo un lavoro di ricognizione svolto nell'arco di un decennio, la pubblicazione sul censimento delle immagini marmoree devozionali della Lunigiana.
Questo programma, di notevole impegno organizzativo, è stato realizzato in collaborazione tra la Regione Toscana, la Comunità Montana della Lunigiana e con il coinvolgimento degli enti locali interessati e della Soprintendenza ai Beni ambientali, architettonici, storicoartistici competente per territorio.
Secondo quanto stabilito dall' art. 4 dello Statuto regionale dove è previsto che la Regione concorra alla difesa del paesaggio e del patrimonio artistico della Toscana anche al fine di sviluppare il turismo e le attività economiche connesse, ci è parso opportuno accogliere e promuovere questa proposta di lavoro, avanzataci nei primi anni ottanta, anche per la particolarità del patrimonio che s'andava a studiare, comunemente definito minore ma estremamente diffuso, tanto che sono stati individuati più di duemila esemplari sparsi in tredici comuni: patrimonio di arredo ad una viabilità tanto articolata e capillare quanto spesso abbandonata.
Ne è risultato non solo il censimento di manufatti particolari, lo studio della evoluzione stilistica che li ha caratterizzati, la riscoperta di modi di operare delle botteghe e dei lapicidi, ma anche la possibilità di interpretare la viabilità antica nella sua più capillare articolazione e nella sua presenza nel paesaggio circostante.
Da indagini effettuate sul pubblico dei musei toscani è emerso come esso consideri il paesaggio di questa regione quale elemento inscindibile del patrimonio esposto nei musei. Il paesaggio è quindi elemento di grande valore e vive in simbiosi con il patrimonio museale, ed èanche in quest'ottica che si sono approvate e sviluppate le varie fasi del programma che non è di sola conoscenza repertoriale, ma anche di conservazione e valorizzazione. Infatti alla ricognizione sul territorio hanno fatto seguito primi ed urgenti lavori di conservazione e restauro delle immagini votive e delle semplici edicole che le contengono.
Il marmo è il tema conduttore che lega le varie fasi di questo programma, che, insieme ad altri, alcuni già compiutamente realizzati, testimoniano l'interesse della Regione per la valorizzazione di questo materiale e del territorio dal quale si estrae. Ci sembra opportuno ricordare tra le più recenti iniziative la mostra «Le vie del marmo», tenuta quest'estate a Pietrasanta, e quella sui «Marmi da collezione» a Carrara, prima trance di un programma che la Regione Toscana ha affidato al Museo del marmo di Carrara per lo studio di marmi antichi; l'ipotesi di perimetrazione di alcune aree archeologiche riferite a cave antiche nel più ampio perimetro del Parco delle Apuane e la costituzione del Parco stes- . so ed infine gli studi che la Regione Toscana ha affidato al Museo Marino Marini per la documentazione dei laboratori del marmo nella zona apuo-versiliese tra Otto e Novecento. Tutte queste iniziative sono momenti di un programma articolato nel tempo (anche se troppo spesso i modi di operare della Pubblica Amministrazione sembrano dilatare all'infinito) e negli argomenti coh il quale si tenta di individuare quegli elementi che, partendo da analisi storico-culturali, ci possano consentire di individuare soluzioni per il recupero e la valorizzazione di questo materiale, dell' ambiente dal quale proviene e delle forme produttive socio-economiche che gli sono proprIe.