AVede
la luce, dopo un lavoro di ricognizione svolto
nell'arco di un decennio, la pubblicazione sul
censimento delle immagini marmoree devozionali
della Lunigiana.
Questo programma, di notevole impegno organizzativo,
è stato realizzato in collaborazione tra
la Regione Toscana, la Comunità Montana
della Lunigiana e con il coinvolgimento degli
enti locali interessati e della Soprintendenza
ai Beni ambientali, architettonici, storicoartistici
competente per territorio.
Secondo quanto stabilito dall' art. 4 dello Statuto
regionale dove è previsto che la Regione
concorra alla difesa del paesaggio e del patrimonio
artistico della Toscana anche al fine di sviluppare
il turismo e le attività economiche connesse,
ci è parso opportuno accogliere e promuovere
questa proposta di lavoro, avanzataci nei primi
anni ottanta, anche per la particolarità
del patrimonio che s'andava a studiare, comunemente
definito minore ma estremamente diffuso, tanto
che sono stati individuati più di duemila
esemplari sparsi in tredici comuni: patrimonio
di arredo ad una viabilità tanto articolata
e capillare quanto spesso abbandonata.
Ne è risultato non solo il censimento di
manufatti particolari, lo studio della evoluzione
stilistica che li ha caratterizzati, la riscoperta
di modi di operare delle botteghe e dei lapicidi,
ma anche la possibilità di interpretare
la viabilità antica nella sua più
capillare articolazione e nella sua presenza nel
paesaggio circostante.
Da indagini effettuate sul pubblico dei musei
toscani è emerso come esso consideri il
paesaggio di questa regione quale elemento inscindibile
del patrimonio esposto nei musei. Il paesaggio
è quindi elemento di grande valore e vive
in simbiosi con il patrimonio museale, ed èanche
in quest'ottica che si sono approvate e sviluppate
le varie fasi del programma che non è di
sola conoscenza repertoriale, ma anche di conservazione
e valorizzazione. Infatti alla ricognizione sul
territorio hanno fatto seguito primi ed urgenti
lavori di conservazione e restauro delle immagini
votive e delle semplici edicole che le contengono.
Il marmo è il tema conduttore che lega
le varie fasi di questo programma, che, insieme
ad altri, alcuni già compiutamente realizzati,
testimoniano l'interesse della Regione per la
valorizzazione di questo materiale e del territorio
dal quale si estrae. Ci sembra opportuno ricordare
tra le più recenti iniziative la mostra
«Le vie del marmo», tenuta quest'estate
a Pietrasanta, e quella sui «Marmi da collezione»
a Carrara, prima trance di un programma che la
Regione Toscana ha affidato al Museo del marmo
di Carrara per lo studio di marmi antichi; l'ipotesi
di perimetrazione di alcune aree archeologiche
riferite a cave antiche nel più ampio perimetro
del Parco delle Apuane e la costituzione del Parco
stes- . so ed infine gli studi che la Regione
Toscana ha affidato al Museo Marino Marini per
la documentazione dei laboratori del marmo nella
zona apuo-versiliese tra Otto e Novecento. Tutte
queste iniziative sono momenti di un programma
articolato nel tempo (anche se troppo spesso i
modi di operare della Pubblica Amministrazione
sembrano dilatare all'infinito) e negli argomenti
coh il quale si tenta di individuare quegli elementi
che, partendo da analisi storico-culturali, ci
possano consentire di individuare soluzioni per
il recupero e la valorizzazione di questo materiale,
dell' ambiente dal quale proviene e delle forme
produttive socio-economiche che gli sono proprIe.
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