Nel cuore della Lunigiana, disteso lungo il
crinale di una collina che domina la media
valle del Magra, il castello e il borgo di
Lusuolo costituiscono uno degli esempi più interessanti
di fusione delle architetture civili e militari
del Medioevo.

Il castello infatti si pone a chiusura e difesa
di un abitato che, per le caratteristiche orografiche
del territorio, aveva i fianchi protetti dal
declivio della collina e la parte a mezzogiorno
chiusa da una poderosa porzione di mura tuttora
visibile.
Il castello doveva essere sorto già in
epoca altomedioevale, posto a guardia dell'importante
viabilità che si svolgeva in questa
parte di Lunigiana dove, lungo i due rami della
via Francigena, va ricordata presenza del guado
della Chiesaccia, rimasto attivo fino ai primi
anni del Novecento.
La fortificazione tuttavia si sviluppò,
secondo le linee architettoniche oggi visibili,
a partire dal XIV secolo quando Lusuolo venne
diviso dal feudo malaspiniano di Villafranca,
divenendo autonomo ed assegnato a Azzone Malaspina;
fu lui a volere la trasformazione del borgo
e, soprattutto del castello in residenza fortificata.
Al centro di aspre lotte tra i Malaspina e
la Repubblica di Genova nel corso del XV secolo,
con il progressivo impoverimento del feudo
il castello passò - nella seconda metà de
XVI secolo - sotto il controllo di Firenze,
interessata ad assicurarsi il maggior controllo
possibile della Lunigiana. Fu a partire da
questo periodo che il castello, che si sviluppa
secondo tre assi per seguire le caratteristiche
del terreno, subì i maggiori interventi
di ristrutturazione.
Di proprietà pubblica, dalla seconda
metà degli anni Ottanta è oggetto
di grandi interventi di consolidamento e recupero
della struttura, destinata ad essere utilizzata
all'interno del circuito dei castelli della
Lunigiana.
Dopo lunghi anni di chiusura è stato
riaperto al pubblico nel settembre del 2003;
dall'agosto 2004 ospita il Museo dell'Emigrazione
della Gente di Toscana.