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| I FRIGNOLI: UN CENTRO
PER LA CONSERVAZIONE E DIVULGAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ |
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Comunità Montana della Lunigiana
ha imboccato decisamente un percorso definito
al momento dell'adozione del Piano Pluriennale
di Sviluppo Socio-Economico: perseguire in maniera
sistematica e concreta lo sviluppo locale sostenibile.
La sostenibilità è un termine
spesso utilizzato in maniera astratta, ma crediamo
di poter affermare che il nostro Ente sta cercando
di offrire contenuti tangibili a questa parola,
ricercando la consapevolezza di quanto le scelte
locali possano influire più o meno positivamente
sugli equilibri ecologici globali.
Allora tra gli obiettivi e progetti strategici
del nostro PSSE rientrano la valorizzazione
ambientale e la costruzione della rete ecologica.
Le iniziative concrete fino ad oggi sono state
l'istituzione dell'Area naturale protetta del
Fiume Magra, ed il sostegno fattivo all'istituzione
del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano.
Ma anche un impegno diretto per potenziare una
struttura già promossa da noi, l'Orto
botanico dei Frignoli, allo scopo di tutelare
la biodiversità non solo negli ambienti
naturali (in situ) ma anche in un centro che
ne garantisca la conservazione delle specie
(ex-situ).
Quello dei Frignoli non è un impegno
una tantum ma, come riferiamo in altra parte,
un percorso aperto che vogliamo accolga ancora
progetti e interventi per candidare questa struttura
al riconoscimento come uno dei Centri regionali
per la conservazione, divulgazione e riproduzione
ex-situ della flora spontanea, previsti dall'applicazione
della L.R. 56/2000 (tutela e conservazione della
biodiversità).
Negli ultimi anni questo percorso ha visto Legambiente
come partner prezioso per gli stimoli ed anche
gli interventi concreti, come quello che porterà
a breve a far diventare i Frignoli la prima
struttura in Toscana per esperienze didattiche
fruibile alle persone con disabilità
motorie e sensoriali.
Questo volume fa parte di un progetto per la
riqualificazione dell'offerta dei Frignoli,
che abbiamo potuto realizzare grazie al sostegno
del GAL Sviluppo Lunigiana Leader Plus, soggetto
che sta svolgendo un ruolo importante per aiutare
la Lunigiana ad orientare il proprio sviluppo
verso la valorizzazione dell'ambiente e del
territorio rurale.
Maurizio Varese
Presidente
Paolo Grassi
Assessore all'Agricoltura, Irrigazione,
Attività promozionali Orto botanico,
Vivaio, Mulino

“I Frignoli:
progetto per la riqualificazione dell’offerta
scientifica, divulgativa e turistica
dell’Orto Botanico e del Parco
naturalistico”
con il contributo
dell’I.C. LEADER Plus, mis. 2,
azione 5
PAL Sviluppo Lunigiana Leader scrl
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I FRIGNOLI: UN
CENTRO PER LA CONSERVAZIONE E DIVULGAZIONE DELLA
BIODIVERSITÀ
L'Orto Botanico è inserito
all’interno del complesso dei "Frignoli",
ex vivaio del Corpo Forestale dello Stato istituito
nel 1932 la cui storia si intreccia con quella
della Comunità di Sassalbo.
Nel vivaio a pieno regime vi erano infatti impiegate
alcune decine di abitanti del borgo, occupati
nella coltivazione di piante, principalmente
conifere estranee alla flora locale, utilizzate
per il rimboschimento di ampi versanti. All’interno
di Frignoli numerose sono le tracce di questo
lavoro: le piane sostenute da imponenti bastioni
in arenaria
macigno, i selciati in pietra,
i boschetti di conifere esotiche (abete di Douglas,
cipresso di Lawson, pino nero), il sistema di
irrigazione dei terrazzi.
Nel 1990, grazie alla collaborazione fattiva
tra il Museo di Storia Naturale della Lunigiana
e la Comunità Montana della Lunigiana,
ente titolare dell'area, una parte del vivaio
(che nel frattempo era stato chiuso) è
stata convertita ad Orto Botanico.
Dal 2000 il Centro del Frignoli è oggetto
di un progetto di potenziamento, promosso dalla
Comunità Montana e da Legambiente e realizzato
dalla Cooperativa l'Ospitale, grazie all'intervento
di sostegno dell'Iniziativa Comunitaria Leader
Plus.
Le ricostruzioni ambientali e le varie collezioni
dell'Orto botanico, presentano quale filo conduttore
comune la conservazione della biodiversità
vegetale e la divulgazione degli aspetti caratteristici
di molte specie, tra le quali quelle legati
alla tradizione popolare locale (specie ad uso
alimentare e medicinale).
Recentemente all'interno dell'area è
stato realizzato un impianto ittiogenico per
l'allevamento e la produzione della trota fario
appenninica di ceppo autoctono.
L’aspetto della conservazione assume maggiore
importanza se si pensa che sull’Appennino
tosco-emiliano sono stati individuati diversi
siti di interesse comunitario (SIC) per la presenza
di specie (vegetali e animali) e di habitat
naturali entrambi dichiarati “prioritari”
dalla direttiva 92/43/CEE «Habitat»
(scheda 1).
Tra le specie prioritarie vi è la Primula
apennina, la sola primula a fiore rosa dell'Appennino
settentrionale di cui rappresenta un raro endemismo:
vive infatti sulle rupi silicee della catena
nel tratto compreso tra il Monte Orsaro ed il
Monte Vecchio, tra 1500 e 2000 m, soprattutto
nei versanti esposti a Nord. Questa primula
è il simbolo dell’Orto Botanico,
a sottolineare ancora una volta le importanti
finalità che tale struttura deve porsi:
conservazione, sensibilizzazione e divulgazione,
promozione di attività per la tutela
in situ ed ex situ degli habitat e delle specie.
L’Orto Botanico è attualmente costituito
da alcune ricostruzioni di ambienti tipici dell’Appennino
tosco-emiliano e delle Alpi Apuane, da collezioni
specifiche (erbe spontanee alimentari, specie
medicinali e tossiche, salici, peonie) e da
un arboreto.
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